Fatturato industria cosmetica Italia 2025
Export cosmetico italiano 2025
Vendite profumeria selettiva 2024
Semplificando, ogni lancio nel canale beauty selettivo funziona così: il brand definisce la strategia, prepara i materiali (espositori, reglette luminose, visual, porta tester, strutture make-up) e affida a un partner esterno l'execution sui punti vendita. Aggiornamenti layout, discese fragranze, installazioni, manutenzione degli arredi. Attività che richiedono coordinamento, tempismo e precisione.
Il problema è che, dal momento in cui il brand delega, inizia a perdere progressivamente la visibilità su cosa sta accadendo, dove e su quali asset. Le comunicazioni si disperdono tra email, messaggi, telefonate. I file cambiano versione senza che nessuno sappia qual è quella aggiornata. L'avanzamento di un progetto non è consultabile in tempo reale, va ricostruito ogni volta che qualcuno lo chiede.
E più il brand investe in attività sul punto vendita, più questo problema si amplifica. Non perché l'execution non funzioni, ma perché il flusso di informazioni che la accompagna diventa sempre più complesso.
Chi lavora nel canale selettivo sa di cosa stiamo parlando. Sono situazioni che si ripetono ogni settimana, su ogni progetto, con qualsiasi partner.
Chi guida la strategia di un brand nel canale selettivo si trova oggi a fronteggiare uno scenario articolato e in continua evoluzione. I canali si moltiplicano, i formati distributivi cambiano, i touchpoint con il consumatore si frammentano. E le informazioni che servono per prendere decisioni - sugli asset, sulle attività, sull'avanzamento dei progetti - sono distribuite in modo non sempre facile da raccordare.
Non è una questione di capacità. I brand che operano nel selettivo sono tra i più sofisticati sul mercato. È una questione di complessità strutturale: quando la catena operativa coinvolge decine di punti vendita, materiali fisici di valore, partner esterni e team distribuiti sul territorio, mantenere una visione d'insieme richiede un'organizzazione dei flussi che oggi, nella maggior parte dei casi, non è ancora stata disegnata.
Il risultato è che il brand si ritrova a investire molto nell'execution e a ottenere meno di quanto potrebbe in termini di visibilità, efficienza e governo del processo.
Al Cosmoprof si è parlato molto di innovazione di prodotto, di AI applicata alla personalizzazione, di sostenibilità del packaging. Ma c'è un'innovazione meno visibile, che non si espone in un padiglione e non si mette in una vetrina: è l'innovazione di processo. Il modo in cui si organizza, si coordina e si governa l'operatività sul territorio.
Alcuni brand stanno iniziando a chiedere qualcosa di diverso al proprio partner operativo: non solo execution, ma una regia che tenga insieme punti vendita, asset e attività in un flusso leggibile e governabile. Un approccio dove ogni intervento sul punto vendita genera un'informazione strutturata, accessibile al brand in qualsiasi momento, senza dover chiedere, senza dover aspettare, senza dover ricostruire.
È quello che in DPV Group stiamo costruendo da anni, mettendo a sistema un'esperienza trentennale nel retail beauty con un metodo di lavoro orientato alla risoluzione di problemi complessi. Il nostro approccio nasce da una convinzione: in un contesto dominato dalla complessità, il valore non si crea aggiungendo servizi, si crea generando efficienza. Collegando l'azione sul campo alla conoscenza che ne deriva. Facendo in modo che ogni dato raccolto migliori l'intervento successivo.
Non si tratta solo di una piattaforma o di una dashboard, anche se la componente tecnologica è parte integrante dell'approccio. Si tratta di un modo diverso di affiancare il brand nella gestione del canale, dove strumenti digitali, metodo operativo e conoscenza trentennale del territorio lavorano insieme. Dove l'execution e l'intelligenza operativa non sono due mondi separati, ma due facce della stessa operazione.
Il messaggio che arriva da Cosmoprof 2026 è chiaro: il settore beauty è in salute, la profumeria selettiva cresce, i brand investono. Ma la crescita porta con sé sfide operative che richiedono risposte nuove — non solo più risorse, ma più metodo, più struttura, più capacità di leggere ciò che succede sul campo.
La buona notizia è che queste risposte esistono. E che chi le ha adottate non torna indietro.
DPV Group affianca i brand del beauty con soluzioni ad alto contenuto di innovazione, costruite su oltre 30 anni di esperienza nel retail della cosmesi selettiva. Se il tuo brand opera nel canale selettivo e vuoi capire come trasformare la complessità operativa in un vantaggio (più efficienza, più visibilità, più governance sulle attività in punto vendita) parliamone.
Tu conosci il potenziale dei tuoi prodotti, il posizionamento, il timing con cui intervenire.
Noi conosciamo i punti vendita meglio di chiunque altro.
Mettici alla prova: attiva un progetto pilota, un test.
Ti convincerai da solo.