J’aime la France! Ecco Francesca, Client Service Manager.

autore Redazione | DPV
categoria Human to Human
pubblicato il 19 luglio 2018

Raccontare una DPV Stories è come scoprire un Paese nuovo, entrare in un contesto diverso e dover parlare una lingua che non è la tua. Oggi conosciamo Francesca, Client Service Manager, innamorata della Francia e della sua cultura. In DPV dal 2001, ci racconta da vicino perché questa sua passione ha cambiato la sua prospettiva.

Client Service Manager | Field MarketingPresentati. Mi chiamo Francesca e lavoro in DPV dal 2001 prima come merchandiser e poi, dal 2011, come Client Service Manager.

In foto ti vediamo con una pochette particolare e un basco francese. Cosa rappresentano? Il mio amore per la Francia e la sua cultura affascinante e glamour. E connessi a questi due elementi, la mia voglia di studiare e apprendere sempre cose nuove che sia una lingua, un ballo o un’attività.

Com’è nato questo tuo interesse? È iniziato quando avevo 13 anni e sono andata per la prima volta a fare una vacanza studio da sola in Francia. Per due settimane ho vissuto e studiato a Saint-Paul-de-Vence in Costa Azzurra. E così, in poco tempo, mi sono appassionata a tutto ciò che è francese. Ancora oggi seguo corsi di lingua francese, gruppi di lettura in cui si commentano film, libri e corsi di balli folk.

Cosa porti della tua passione nel tuo lavoro? Una prospettiva diversa da cui guardare ogni cosa. Ho seguito e seguo tuttora molti corsi per migliorare la lingua, per approfondire certe tradizioni o aspetti inusuali di quel territorio. Questo mi spinge a non dare mai per scontato un concetto, a interrogami sui metodi migliori per trasferire una conoscenza a chi mi è vicino. Ecco perché quando devo spiegare un’attività o una procedura a qualcuno cerco di mettermi sempre dalla parte di chi non conosce quell’argomento, di aiutarlo a comprendere quei temi che in alcuni casi si rischia di classificare come ovvi dopo anni passati a occuparsene.

Guardando al tuo lavoro, qual è l’aspetto che ami di più? Il fatto di sentirsi realmente parte di un gruppo. Nous sommes une famille! Nonostante siano cambiate le sedi, gli uffici, i colleghi rimane questa sensazione di famiglia, di vicinanza.

Hai iniziato come merchandiser e poi mano a mano hai cambiato ruolo, fino a diventare Client Service Manager. Cosa porti nel cuore di tutta questa tua esperienza? Aver iniziato come merchandiser mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con tutti i gradini di un percorso. Ho avuto modo di crescere e di vedere una miriade di aspetti diversi dell’operatività e del contesto in cui ci muoviamo. Sono stati anni intensi che mi hanno insegnato molto, come prima cosa ad avere rispetto delle persone che lavorano con me.

Cosa pensi faccia la differenza nel lavoro? Crederci. Perché il lavoro è impegnativo, è molto bello ma comunque richiede grande energia e molta cura. E se non sei tu il primo a credere in te stesso e in ciò che fai, nemmeno gli altri lo faranno.

Un ricordo a cui sei legata? È qualcosa che va oltre il ricordo in realtà. Per seguire tanti progetti nell’operativo bisogna essere meticolosi e spesso mi ritrovo a chiedermi come appaio dall’esterno, se posso essere fraintesa o vista sotto una cattiva luce. Poi parlo con vecchi colleghi che non vedo da un po’, o con alcuni ragazzi a cui ho fatto formazione e vedo il rapporto che si è creato, il legame che ancora ci unisce nonostante sia passato del tempo e allora mi dico no, non ho seminato male.

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