DPV Stories | Ecco Valentina, Client Service Manager.

autore Redazione | DPV
categoria Human to Human
pubblicato il 25 giugno 2018

Andiamo alla scoperta di una nuova DPVStories. Oggi intervistiamo Valentina che si dedica in via esclusiva ad alcuni progetti per il canale della Grande Distribuzione Organizzata. Con lei abbiamo parlato di swing, di bounce e di come tutto questo possa aiutare ad affrontare la vita di tutti i giorni.

DPV Stories | Client Service Manager per il Field MarketingPresentati. Mi chiamo Valentina e sono Client Service Manager, in DPV da giugno 2014.

In foto ti vediamo con delle scarpe da ballo e degli accessori molto particolari. Cosa rappresentano? Sono tutti oggetti legati allo swing, la musica tipica degli anni 20 – 40. Una passione, la mia, nata cinque anni fa una sera in cui sono entrata per caso al Jazz Club di Torino. In quell’occasione ho assistito a esibizioni di charleston, lindy hop, blues e balboa. Ho iniziato istintivamente a ballare, a muovermi. E da allora non ho più smesso.

Passando al tuo lavoro, qual è l’aspetto che apprezzi di più? Il fatto che sia poliedrico. È un lavoro un po’ particolare, ogni giorno mi occupo di una moltitudine di attività e parlo con persone diverse. Bisogna essere sempre attivi, cercare delle soluzioni nuove. Sicuramente non ci si annoia mai!

Cosa porti della tua passione nel tuo lavoro? Lo sdrammatizzare e il non prendersi troppo sul serio. Lo swing è un ballo di improvvisazione, scanzonato che fonda tutto sul bounce (il “molleggiare”). Non sai come inizierà il tuo ballo né come andrà a finire, vivi il momento. È aggregazione, social dance, è un ritmo che ti prende e alleggerisce qualsiasi situazione. Da ex giocatrice di basket, ho riconosciuto il bounce nel palleggiare solo che, anziché avere la palla e puntare al canestro, ti lasci andare con le movenze swing… e sorridi, senza rendertene conto sei felice!

Cosa pensi faccia la differenza nel tuo lavoro? Il metterci passione, il lanciarsi completamente nelle attività per ottenere il massimo risultato possibile, senza accontentarsi, senza risparmiarsi.

Cosa ti ha colpito di DPV? La spinta al cambiamento. Soprattutto nell’ultimo periodo, ho notato una grossa trasformazione. Si cercano nuove tecnologie, nuovi metodi di lavoro e si creano nuove possibilità di partecipazione, di formazione e di interazione.

C’è qualcosa che ti ha insegnato DPV durante questa tua esperienza? Che il mettersi in gioco con coraggio e la cura nelle cose che si fanno paga sempre. Che confrontarsi con i colleghi e capire meglio i risvolti delle azioni reciproche è la base per andare avanti con solidità. Che con queste premesse si può anche sbagliare ma poi si gestiscono le situazioni meglio di prima. Siamo elementi di un ingranaggio complesso e ambizioso!

Un ricordo lavorativo a cui sei legata? Quando il 27 di marzo dell’anno scorso mi hanno detto “stai per cambiare progetto”. In mezza giornata m’è cambiata un po’ la vita. Mi sono trovata ad affrontare attività nuove in un contesto differente. All’inizio ero preoccupata ma andando avanti ho riconosciuto in questo evento una grande occasione di crescita professionale e personale.

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